ECOBONUS 110

GRUPPO IMPRECOS CONSORZIO è al vostro fianco per consigliarvi, seguirvi, ma soprattutto per realizzare in modo preciso ed accurato tutti gli interventi lavorativi riguardanti l’ECO BONUS 110%.

Facciamo il punto sulle regole alla base della nuova agevolazione fiscale per capire come funziona l’ECO BONUS del 110% e quando si applica.

Eco bonus 110%: requisiti, interventi ammessi e limiti di spesa

Eco bonus 110%: chi ne ha diritto?

Eco bonus 110%: il provvedimento su cessione del credito e sconto in fattura

Eco bonus 110%: novità per le seconde case

Eco bonus 110%: quali documenti servono?

Requisiti, interventi ammessi e limiti di spesa

Il Decreto Rilancio è ricco di novità, anche per il settore edilizio. L’ultima novità fiscale riguarda i lavori in casa che, grazie alla proposta del sottosegretario alla presidenza del Consiglio e “padre” dell’eco bonus 110%, potrebbero essere fatti praticamente gratis.

Un eco bonus e sisma bonus, potenziato in modo da diventare irresistibile, valido per i lavori svolti dal 1° luglio 2020 e fino alla fine del 2021.

Per poter usufruire dell’eco bonus però, ci sono dei vincoli: il bonus viene erogato solo se garantisce il miglioramento di almeno due classi energetiche, che va dimostrato con l’Attestato di Prestazione Energetica (Ape), rilasciato da un tecnico abilitato. Qualora non fosse possibile il “salto” di due classi energetiche, ne basta una (la più alta possibile), sempre riconosciuta tramite Ape inoltre, gli interventi di adeguamento antisismico danno diritto anche ad una detrazione del 90% sull’acquisto di una polizza assicurativa anticalamità.

 

Gli interventi coperti dal credito d’imposta del 110%

CAPPOTTO termico, che deve interessare più del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio, o dell’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno. I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 259 del 6/11/2017.

Il limite massimo di spesa per il cappotto termico è:

50.000,00 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;

40.000,00 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari;

30.000,00 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

 

INTERVENTI sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il RAFFRESCAMENTO o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ivi compresi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici con impianti di micro cogenerazione o a collettori solari, nonché, esclusivamente per i comuni montani l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente.

I limiti di spesa per gli interventi sulle parti comuni degli edifici sono:

20.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti fino a otto unità immobiliari;

15.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

  

INTERVENTI sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il RAFFRESCAMENTO o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficiente.

Il tetto massimo di spesa è:

30.000 euro anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Grazie al meccanismo dello sconto in fattura e della cessione del credito, il super bonus permette di fare i lavori in casa essenzialmente a costo zero.

 

Questi interventi sono gli interventi cosiddetti “trainanti”, cioè solo UNO di questi basta a portare al 110% lo sgravio in cui possono entrare altri interventi come:

Il montaggio di pannelli solari

Il montaggio di accumulatori di energia collegati ai pannelli solari

Gli interventi previsti dal vecchio eco bonus

La realizzazione delle colonnine per caricare le batterie delle auto elettriche

   

Chi ne ha diritto

La possibilità di fare i lavori in casa gratis dipende dal tipo di interventi effettuati infatti, durante l’iter di conversione in legge del decreto Rilancio la platea di beneficiari che possono usufruire dell’agevolazione è stata ampliata come segue:

I condomini;

Le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari;

Gli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “IN HOUSE PROVIDING” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;

Le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci;

Le organizzazioni non lucrative di utilità sociale;

Le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano;

Le associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

Per gli interventi effettuati dagli Istituti autonomi case popolari (IACP), le detrazioni fiscali si applicano anche alle spese, documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 10 gennaio 2022 al 30 giugno 2022.

Per quel che riguarda le partite IVA, la circolare n. 24/E dell’8 agosto 2020 ha fornito importanti chiarimenti.

Potranno usufruire della detrazione anche i lavoratori autonomi e gli imprenditori, ma solo per le operazioni riguardanti gli immobili rientranti nella loro sfera privata, quest’ultima specifica non varrà in caso di lavori riguardanti parti comuni condominiali.

 

Novità per le seconde case

Il bonus del 110% all’inizio era destinato solo per l’abitazione principale, escludendo di conseguenza le seconde case dall’agevolazione, ma con le modifiche apportate durante la conversione in legge si aprono le porte dell’eco bonus 110% anche per le seconde case, come si legge infatti nell’emendamento approvato da entrambe le Camere: “Per gli interventi realizzati sul numero massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio.

Rimangono invece escluse le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9, (castelli, palazzi di eminenti pregi storici o artistici).

Cessione del credito e sconto in fattura

A completare il quadro delle regole attuative dell’eco bonus del 110% è il

provvedimento dell’Agenzia delle Entrate pubblicato in data 8 agosto 2020, con il quale vengono definite le modalità per l’esercizio dell’opzione per la cessione del credito e lo sconto in fattura. Per usufruire dello sconto o della cessione gli interessati potranno inviare telematicamente la propria richiesta all’Agenzia delle entrate a partire dal 15 ottobre 2020 ed entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui si sostiene la spesa. La prima comunicazione per la cessione del credito e lo sconto in fattura potrà essere inviata dal 15 ottobre 2020, con il modulo pubblicato dall’Agenzia delle Entrate in allegato al provvedimento dell’8 agosto 2020.

 

Cessionari e i fornitori, ha precisato l’Agenzia, potranno usufruire del credito d’imposta solo in compensazione, sulla base delle rate residue di detrazione non fruite dal beneficiario originario. Il credito d’imposta è fruito a decorrere dal giorno 10 del mese successivo alla corretta ricezione della comunicazione e comunque non prima del 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui sono sostenute le spese. La ripartizione delle quote annuali per fruire del credito d’imposta è la stessa che sarebbe stata utilizzata per la detrazione.

 

I cessionari e i fornitori potranno inoltre cedere i crediti d’imposta ad altri soggetti dal 10° giorno del mese successivo alla ricezione della comunicazione. Il credito potrà sempre essere ceduto anche dai successivi cessionari.

 

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